C’è un momento, nella vita, in cui tutto si incrina. Un prima che svanisce, un dopo che non siamo pronti ad affrontare.Fermimmagine, il nuovo romanzo diMarta Gasparini, nasce esattamente in quello spazio sospeso tra ciò che eravamo e ciò che, inevitabilmente, diventiamo.
Con una scrittura limpida e profondamente umana, Gasparini ci conduce dentro una storia che non parla solo di malattia, di perdita o di addii: parla diamore, memoria, resistenza. Parla di quei frammenti di quotidianità che, proprio quando il mondo sembra crollare, diventano improvvisamente più preziosi.
Una famiglia, una frattura, un equilibrio che si sgretola
Claudia, la protagonista, è una donna che si ritrova a reggere sulle spalle un quotidiano che cambia forma troppo in fretta. Suo maritoAttilio, colpito da una malattia irreversibile, attraversa un lento degrado fisico ed emotivo che il romanzo racconta con autenticità, senza mai indulgere nel patetico. E attorno a loro c’èEttore, dieci anni, uno sguardo che assorbe tutto e che spesso coglie ciò che gli adulti non sanno nominare. In una delle prime scene, un piccolo episodio a scuola rivela quanto una frase innocente possa diventare specchio di un dolore che nessuno vorrebbe spiegare a un bambino.
È così che il romanzo costruisce il suo ritmo: attraverso dettagli, silenzi, ricordi che si accendono e si spengono come lampi. Attraverso una quotidianità che diventa campo minato, eppure continua a portare con sé momenti di tenerezza, ironia, respiro.
La fine del mondo può essere lenta
Uno dei fili conduttori più potenti dell’opera è l’idea che la “fine del mondo” non sia un evento improvviso, ma un processo lento, fatto di consapevolezze che si accumulano, di diagnosi, di attese, di paure che cambiano forma.
A volte, è il corpo di Attilio a raccontare la fine.
Altre volte, sono i pensieri di Claudia, il suo camminare notturno nella casa, il suo tentativo disperato di tenere insieme ciò che resta.
Altre ancora, è il mondo visto dagli occhi di Ettore, che con la sincerità disarmante dell’infanzia pone domande che scavano più di qualunque adulto possa fare.
Il romanzo alterna narrazione e riflessioni poetiche, capitoli intimi e altri più visionari, come piccoli saggi sull’amore, sulla memoria, sul dolore e sul desiderio di rimanere vivi anche mentre tutto intorno sembra fermarsi.
Un romanzo che rimane
Fermimmaginenon è solo una storia da leggere: è un’esperienza emotiva che accompagna chi la attraversa verso un confronto inevitabile con ciò che più temiamo perdere, ma anche con ciò che davvero conta.
È un libro che parla a chi ha conosciuto il dolore, ma anche a chi sa quanto valore abbiano gli istanti condivisi, i gesti semplici, le parole dette e non dette.
E parla con delicatezza, con pudore, ma senza mai tirarsi indietro.
Perché leggerlo
- Perché racconta l’amore nelle sue forme più vere, anche quelle più difficili.
- Perché dà voce a chi resta e a chi se ne va.
- Perché trasforma il quotidiano in una lente attraverso cui guardare la fragilità e la forza umana.
- Perché, una volta chiusa l’ultima pagina, continuerà a parlarti.
Disponibile ora
Fermimmagineè disponibile sul nostro sito e pronto per essere scoperto.
Un romanzo che cresce, che scava, che accompagna.
E che, come un fermo immagine, cattura ciò che non vogliamo dimenticare.

