Il profumo del mirto e della liquirizia
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Le indagini di zoe orro

Il profumo del mirto e della liquirizia

Alessandro Noseda

Un noir credibile e intenso, con Zoe Orro, poliziotta sarda che affronta delitti, pregiudizi e un mondo maschile con coraggio, ironia e verità.

Pagine222Pubblicazione2025GenereNoirAmbientazioneMilano / Sardegna
Acquista ora14,90

Cosa troverai

  • Misteri da decifrare tra passato e presente
  • Un thriller psicologico carico di tensione
  • Legami familiari pieni di segreti e ferite
  • Colpi di scena che cambiano ogni certezza
  • Un viaggio interiore tra identità e scelte difficili
  • Emozioni intense tra perdita
  • coraggio e rinascita

Perché lo amerai

Genere: Romanzo noir / poliziesco
Un noir contemporaneo, intenso e realistico, che intreccia indagine criminale, vita privata e forte caratterizzazione psicologica dei personaggi, ambientato tra Milano e la Sardegna. Linguaggio diretto, ritmo serrato e atmosfere cupe tipiche della narrativa “gialla” italiana.

Numero di pagine: 222

Il profumo del mirto e della liquirizia

In un romanzo poliziesco servono sempre alcuni ingredienti imprescindibili: un delitto che scuote le certezze, uno o più investigatori disposti a sporcarsi le mani, un movente capace di insinuarsi nella mente del lettore, una rosa di possibili colpevoli. Ma l’elemento davvero decisivo, quello che distingue una buona storia da una storia che rimane addosso, è la credibilità: la verosimiglianza dei fatti, la sensazione netta e persistente che ciò che si legge potrebbe accadere davvero — magari dietro l’angolo, nella strada accanto a casa o nella pagina di cronaca di domani.

Il profumo del mirto e della liquiriziaè esattamente questo: un noir che non racconta soltanto una vicenda, ma restituisce un mondo. Un romanzo che profuma di realtà, che non edulcora né drammatizza, semplicemente osserva, registra, interpreta.

Alessandro Noseda costruisce un intreccio serrato, teso, incalzante, ma al tempo stesso profondamente umano. Le ombre della colpa si mescolano con i chiaroscuri della quotidianità: il risultato è una storia che procede con passo sicuro, senza artifici, dove ogni gesto, ogni parola, ogni dubbio risuona autentico.

Al centro deIl profumo del mirto e della liquiriziac’èZoe Orro, poliziotta sarda trapiantata a Milano: testarda, ironica, ruvida, passionale. Una donna vera, lontana anni luce dai cliché del genere. Zoe vive, sbaglia, reagisce, impara; si muove in un mondo professionale ancora fortemente maschile e ne attraversa porte, regole e pregiudizi a spallate, facendo valere la sua competenza e la sua identità. Non cerca eroi, perché non ne ha bisogno: la sua forza sta nella fragilità che accetta, nella rabbia che contiene, negli errori che non teme di riconoscere. Non usa il fioretto, ma pugni, intuito e una lingua affilata. La sua voce è schietta, viva, impertinente — come la terra da cui proviene.

A fare da contrappunto ci sonoAlessia, giovane psicologa sensibile, lucida e attenta, alle prese con un mondo difficile in cui ritagliarsi spazio, edEmilio, collega buono, naïf e intelligente, che continua ostinatamente a credere nella giustizia e nel valore delle persone. Insieme formano un trio imperfetto ma sincero, credibile, capace di affrontare casi che intrecciano dramma umano, violenza, desiderio, solitudine e le mille sfumature dell’animo.

La storia si muove tra Milano e la Sardegna, tra il cemento delle periferie e il profumo della macchia mediterranea. Due mondi apparentemente distanti: il Nord veloce, rumoroso, sfilacciato; il Sud antico, radicato, istintivo. Noseda li lega con un filo narrativo ricco di emozioni e contrasti, dove memoria, identità e paesaggio diventano parte integrante dell’indagine.

Il romanzo è popolato da personaggi tridimensionali, complessi, mai banali. Vittime e colpevoli si sovrappongono, si sfidano, si specchiano. La verità non è mai lineare, ogni indizio apre un’altra domanda, ogni gesto rivela un’ombra ulteriore.

Con una scrittura tanto efficace quanto cinematografica, l’autore dosa ritmo e introspezione, dialoghi autentici e riflessioni amare, regalando un noir contemporaneo che affonda le radici nella grande tradizione italiana, ma parla una lingua nuova, sensoriale, vibrante.

È un romanzo che si legge tutto d’un fiato, ma resta sotto pelle. Come il mirto e la liquirizia che gli danno il titolo, lascia un profumo persistente, difficile da dimenticare: quello di una terra che continua a chiamare chi se n’è allontanato e di una storia che interroga ciò che siamo davvero, oltre le maschere.

Un noir che attinge alla cronaca nera più plausibile, perché — in fondo — i moventi dell’animo umano non cambiano: passione, invidia, potere, denaro, rancore, amore ferito. Cambiano i tempi, cambiano i mezzi. Le pulsioni restano sempre le stesse. E continuano a muovere il mondo, nel bene e nel male.

Parlano di noi:

L'atmosfera del libro

  • Malinconico
  • Teso
  • Introspettivo
  • Cinematografico
  • Noir metropolitano
  • Mediterraneo
  • Nostalgico
  • Emotivo
  • Crudo
  • Elegante
  • Solitario
  • Sospeso
  • Identitario
  • Notturno
  • Psicologico
  • Realistico
  • Inquieto
  • Sensuale nei dettagli
  • Radicato nei luoghi
  • Intenso

“Ci sono luoghi che non smetti mai davvero di abitare: restano addosso come un odore, come il mirto e la liquirizia, anche quando pensi di essere andato lontano.”